I colori della prosperità: frutti del vecchio e del nuovo mondo


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I COLORI DELLA PROSPERITÀ: FRUTTI DEL VECCHIO E NUOVO MONDO

Roma, 20 aprile | 20 luglio 2017

A cura di Antonio Sgamellotti e Giulia Caneva

ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI


COMUNICATO STAMPA

 La Villa di Agostino Chigi – detta la Farnesina quando divenne proprietà dei Farnese alla fine del XVI secolo  – fu edificata per volontà del facoltoso banchiere senese Agostino Chigi che meritò l’appellativo di  “Magnifico”, al pari di Lorenzo dei Medici. Progettata dal senese Baldassarre Peruzzi e affrescata da artisti del calibro di Raffaello, Sebastiano del Piombo, Sodoma e lo stesso Peruzzi, è una delle più alte espressioni del Rinascimento italiano. Dal 1948 la Villa Farnesina con il suo magnifico giardino è stata assegnata  all’Accademia Nazionale dei Lincei, situata nell’antistante Palazzo Corsini, che la utilizza come sua  prestigiosa sede di rappresentanza.
La volta del loggiato maggiore, al suo interno, fu affrescata su progetto di Raffaello traendo ispirazione dalla favola di Amore e Psiche tratta dall’Asino d’oro di Lucio Apuleio (I sec. d.C.) e decorata con motivi naturalistici eseguiti con straordinaria maestria da Giovanni da Udine per collegare gli ambienti interni con il giardino circostante. La variata disposizione e la ricchezza delle specie vegetali nelle quali il pittore seppe valersi di un linguaggio stilistico e di un cromatismo di assoluta originalità ammonta a circa centosettanta entità botaniche. Eccezionale è poi la presenza di specie rare ed esotiche provenienti da tutti i continenti allora noti ed in particolare delle specie americane ad appena 20 anni dalla scoperta del nuovo mondo.
L’eccezionalità della Loggia viene ora celebrata nella mostra “I COLORI DELLA PROSPERITÀ: FRUTTI DEL VECCHIO E NUOVO MONDO”, dal 20 aprile al 20 luglio 2017 alla Villa Farnesina, curata dal Socio Linceo Antonio Sgamellotti (Prof. Emerito di Chimica inorganica, Univ. di Perugia) e Giulia Caneva (Ord. di Botanica ambientale ed applicata, Univ. Roma Tre) già autrice di una monografia sulla flora rappresentata nella Loggia.
Nella mostra si affiancano alla varietà iconografica ed alla simbologia ad essa associata i risultati di una campagna di analisi non-invasive di imaging XRF, IR ed IRFC condotte in situ per la caratterizzazione dei materiali e della tecnica esecutiva. Le analisi di imaging, rese possibili dai recenti progressi tecnologici in ambito spettroscopico, vanno ad integrare quelle condotte durante l’ultimo intervento dell’ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) negli anni ’90 del secolo scorso, e gettano nuova luce su questo prezioso cantiere raffaellesco evidenziandone aspetti finora inediti. Il percorso della mostra si articola nelle stanze, un tempo private, della magnifica residenza ed è completato da una sala video introduttiva sui giardini della Villa Farnesina di cui i festoni ne costituiscono l’illusione prospettica all’interno e da una sala in cui sono esposte alcune edizioni cinquecentesche provenienti dalla Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana per delineare il contesto artistico e scientifico in cui si inserisce il capolavoro decorativo della Loggia di Amore e Psiche.
È stato inoltre sviluppato un apposito sistema interattivo che consente all’utente di immergersi e navigare liberamente nella “Loggia digitale” ed osservare a una distanza ravvicinata il particolarissimo pergolato consentendo di distinguere con maggiore facilità le 170 specie presenti nei festoni vegetali e di godere di tutti quei dettagli pittorici difficilmente osservabili dalla normale distanza di percezione della volta (8 metri), nonché delle informazioni botaniche, iconografiche e dei risultati ottenuti dalle analisi di imaging. Il sistema è consultabile attraverso un touchscreen nella sede della mostra o direttamente sul Web al link http://vcg.isti.cnr.it/farnesina/ che sarà attivo dal 20 aprile.
Il catalogo della mostra è pubblicato da Bardi Edizioni s.r.l.
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