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Notizie degli Scavi di Antichità, Nuova Serie, Volume 5

190.00

Autore:

Anno: 2025
Argomento: Archeologia
Collana: Notizie degli Scavi di Antichità
Nuova Serie, Volume 5
ISSN: 0391-8157
Pp.: 232
F.to: 22×32

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Descrizione

ABSTRACT

 

  1. Arezzo ‒ Fortezza Medicea. Un edificio con mosaici riutilizzato come Mitreo.

 

The procedures of preventive archaeology carried out on the occasion of the restoration works of the Fortezza Medicea of Arezzo have brought to light two monumental archaeological areas: the Church of San Donato in Cremona and the Roman building complex subject of this essay. Consisting of three rooms, two of which have yet to be fully investigated, the building has a rich decorative apparatus with III Pompeian style plaster on the walls and mosaic floors, built in the first decades of the 1st century A.D. with a series of successive construction phases. In the second century A.D. the central room was reused as a mithraeum, with the installation of two lateral beds in pressed earth, decorated with plant and animal motifs and equipped with niches in which votive offerings were found. The presence of the mithraeum in Arezzo fits well into the socio-economic and cultural situation of the city in the second century A.D., where various cults of oriental origin took root thanks to the presence of foreign workers engaged in the well-known workshops of Terra Sigillata. The study of the complex, albeit in a preliminary phase, is accompanied by the analysis of the decorative wall apparatus and a marble head of Attis found reused in a rear structure adjacent to the mithraeum.

 

Le procedure di archeologia preventiva condotte in occasione dei lavori di restauro della Fortezza Medicea di Arezzo hanno portato alla luce due aree archeologiche monumentali: la Chiesa di San Donato a Cremona e il complesso edilizio romano oggetto di questo saggio. Costituito da tre ambienti, due dei quali non ancora completamente indagati, l’edificio presenta un ricco apparato decorativo con intonaci parietali di III stile pompeiano e pavimenti a mosaico, realizzato nei primi decenni del I sec. d.C. con una serie di fasi costruttive successive. Nel II sec. d.C. l’ambiente centrale fu riutilizzato come mitreo, con l’installazione di due aiuole laterali in terra battuta, decorate con motivi vegetali e animali e dotate di nicchie in cui furono rinvenute offerte votive. La presenza del mitreo ad Arezzo ben si inserisce nella situazione socio-economica e culturale della città nel II sec. d.C., dove si radicarono vari culti di origine orientale grazie alla presenza di maestranze straniere impegnate nelle note officine della Terra Sigillata. Lo studio del complesso, seppur in fase preliminare, è accompagnato dall’analisi dell’apparato decorativo parietale e di una testa marmorea di Attis rinvenuta reimpiegata in una struttura posteriore adiacente al mitreo.

 

 

  1. Populonia (LI) ‒ Trasformazioni urbanistiche, vita quotidiana e fine della città (II-metà I sec. a.C.). Ricerche archeologiche nell’area dell’acropoli, 2023-24.

 

Starting in 2023, thanks to a three-year excavation permit, new archaeological excavations are being carried out on the acropolis of Populonia (Parco Archeologico di Baratti e Populonia – Livorno, Italy). These investigations focus on the sector at the foot of the large building complex known as the “Logge”, a probable sanctuary built on the highest terrace of the slope on which the ancient city develops. Three excavation areas are investigated: 1) the road running at the foot of the buttressing wall, from which a context related to the construc­tion site of the Logge is emerging; 2) the large paved road, perpendicular to the previous one and corresponding to Populonia’s major thoroughfare; and 3) some rooms of a large aristocratic domus. All these contexts relate to the last two centuries of urban life at Populonia (2nd-1st centuries B.C.), a city that started to decline with the siege of Sulla, or shortly thereafter, and was abandoned by the Augustan period except for the temples. Excavations are clarifying that, across this chronological span, Populonia underwent major urban transformations, contemporary with the period of the Social War and the civil wars. At the same time, important daily-life contexts are coming to light underneath the collapsed structures of the domus, the destruction of which was caused by a fire that most likely occurred during a siege of the city in the second quarter of the first century BCE.

Dal 2023, grazie a una concessione di scavo triennale, sono in corso nuovi scavi archeologici sull’acropoli di Populonia (Parco Archeologico di Baratti e Populonia – Livorno). Le indagini si concentrano sul settore ai piedi del grande complesso edilizio noto come “Logge”, un probabile santuario costruito sul terrazzo più alto del pendio su cui si sviluppa la città antica. Sono indagate tre aree di scavo: 1) la strada che corre ai piedi del muro di contrafforte, da cui emerge un contesto relativo al cantiere delle Logge; 2) la grande strada lastricata, perpendicolare alla precedente e corrispondente all’asse viario principale di Populonia; e 3) alcuni ambienti di una grande domus aristocratica. Tutti questi contesti si riferiscono agli ultimi due secoli di vita urbana di Populonia (II-I sec. a.C.), una città che iniziò il suo declino con l’assedio di Silla, o poco dopo, e fu abbandonata in età augustea, fatta eccezione per i templi. Gli scavi stanno chiarendo che, in questo arco cronologico, Populonia subì importanti trasformazioni urbanistiche, contemporanee al periodo della Guerra Sociale e delle guerre civili. Allo stesso tempo, importanti contesti di vita quotidiana stanno venendo alla luce sotto le strutture crollate della domus, la cui distruzione fu causata da un incendio, molto probabilmente scoppiato durante un assedio della città nel secondo quarto del I sec. a.C.

 

III. Roma. ‒ Porticus Minucia: ri-scoperte e nuove considerazioni.

Recent archaeological investigations have rekindled scholarly interest in the Porticus Minucia, a key monument in the urban fabric of Imperial Rome. Excavations conducted in 2020 at Via delle Botteghe Oscure 46 and in 2024 along Corso Vittorio Emanuele II have yielded new data, facilitating a reassessment of evidence previ­ously documented by Rodolfo Lanciani and Guglielmo Gatti. The 2020 excavation uncovered an opus quadratum peperino wall, travertine pavements, and marble revetments, providing critical insights into the architectural and functional evolution of the structure. The site has since been musealized, incorporating virtual reconstructions. The 2024 investigation exposed the substantial wall first observed by Lanciani in 1884, suggesting its attribution to the Porticus Minucia and shedding light on its transformation and reuse in Late Antiquity. These discoveries refine our understanding of the complex’s spatial extent and architectural configuration, suggesting a significant Domi­tianic reconstruction. Furthermore, the newly established connections with the adjacent contemporary structures offer valuable perspectives on the building’s role within the broader urban landscape. This research contributes to the ongoing discourse on the topography of the Campus Martius, providing a foundation for further scholarly inquiry and conservation initiatives.

 

Recenti indagini archeologiche hanno riacceso l’interesse degli studiosi per la Porticus Minucia, un monumento chiave nel tessuto urbano della Roma imperiale. Gli scavi condotti nel 2020 in Via delle Botteghe Oscure 46 e nel 2024 lungo Corso Vittorio Emanuele II hanno prodotto nuovi dati, facilitando una rivalutazione di evidenze precedentemente documentate da Rodolfo Lanciani e Guglielmo Gatti. Lo scavo del 2020 ha portato alla luce un muro in opus quadratum di peperino, pavimenti in travertino e rivestimenti marmorei, fornendo spunti critici sull’evoluzione architettonica e funzionale della struttura. Il sito è stato successivamente musealizzato, incorporando ricostruzioni virtuali. L’indagine del 2024 ha portato alla luce il consistente muro osservato per la prima volta da Lanciani nel 1884, suggerendo la sua attribuzione alla Porticus Minucia e gettando luce sulla sua trasformazione e riutilizzo in età tardoantica. Queste scoperte affinano la nostra comprensione dell’estensione spaziale e della configurazione architettonica del complesso, suggerendo una significativa ricostruzione domizianea. Inoltre, i nuovi collegamenti con le strutture contemporanee adiacenti offrono preziose prospettive sul ruolo dell’edificio nel più ampio paesaggio urbano. Questa ricerca contribuisce al dibattito in corso sulla topografia del Campo Marzio, fornendo una base per ulteriori indagini scientifiche e iniziative di conservazione.

 

 

 

 

Palestrina (Roma). ‒ Scavi in via della Martuccia. Nuovi dati sulla topografia sacra di Praeneste.

In 2022, the Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la provincia di Rieti conducted archaeological investigations in Palestrina (RM). The exploration was planned along Via della Martuccia, on the south-eastern side of the so-called Città Bassa (Lower City). Here, an archaeological context was discovered, characterized by an open-air courtyard with a dry beaten floor and walls made of tuff blocks. At the center, a deep well was found, probably used for ritual purposes. The archaeological finds follow those uncov­ered in 2005, when votive pits were discovered in a nearby plot of land. The archaeological remains suggest a likely place of worship with continuous use from the 4th-3rd century BC until the 1st-2nd century AD. This new data expands our knowledge of the sacred topography of the ancient city of Praeneste during the Republican age.

 

Nel 2022, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la provincia di Rieti ha condotto indagini archeologiche a Palestrina (RM). L’esplorazione è stata pianificata lungo Via della Martuccia, sul lato sud-orientale della cosiddetta Città Bassa. Qui è stato scoperto un contesto archeologico caratterizzato da un cortile a cielo aperto con pavimento in battuto a secco e muri in blocchi di tufo. Al centro è stato rinvenuto un profondo pozzo, probabilmente utilizzato per scopi rituali. I ritrovamenti archeologici seguono quelli scoperti nel 2005, quando furono scoperte fosse votive in un appezzamento di terreno adiacente. I resti archeologici suggeriscono un probabile luogo di culto con uso continuativo dal IV-III sec. a.C. fino al I-II sec. d.C. Questi nuovi dati ampliano la nostra conoscenza della topografia sacra dell’antica città di Praeneste in età repubblicana.

 Pompei, loc. Civita Giuliana. La Villa Imperiali.

The villa of Civita Giuliana, situated about 700 metres north of ancient Pompeii, was first discov­ered and partially excavated in the years 1907/8. New excavations on the site have begun, more than a hundred years after the first exploration of the villa. In 2017, the Archaeological Park of Pompeii started to cooperate with the local Public Attorney’s Office who were investigating illegal excavations in the area. As it turned out, the owners of a house situated on the spot of the ancient villa had dug an underground network of tunnels to systematically loot the site and deprive it of frescoes and precious finds destined to be smuggled abroad and sold on the antiqui­ties market. The recent excavation campaigns (2017-2024) have allowed us to investigate the entire complex in both the noble and servant quarters.

 

La villa di Civita Giuliana, situata a circa 600 metri a nord dell’antica Pompei, fu scoperta per la prima volta e parzialmente scavata negli anni 1907/1908. Nuovi scavi sul sito sono iniziati, più di cento anni dopo la prima esplorazione della villa. Nel 2017, il Parco archeologico di Pompei ha iniziato a collaborare con la locale Procura della Repubblica che stava indagando sugli scavi abusivi nella zona. Come si è scoperto, i proprietari di una casa situata sul sito dell’antica villa avevano scavato una rete sotterranea di cunicoli per saccheggiare sistematicamente il sito e privarlo di affreschi e reperti preziosi destinati a essere contrabbandati all’estero e venduti sul mercato antiquario. Le recenti campagne di scavo (2017-2024) hanno consentito di indagare l’intero complesso sia nel quartiere nobile sia in quello servile.

 

 

  1. Buccino (SA), loc. Temponi. Un sistema di gestione delle acque sorgive di età lucana dagli scavi dell’alta velocità. Dati e ipotesi interpretative.

 

The investigations carried out in Temponi, at the southernmost edge of the municipal territory of Buccino (SA), as part of the preventive archaeological activities preceding the construction of the Salerno-Reggio Calabria high-speed railway, revealed a complex system of basins, pits, and channels designed to convey and manage the water from a natural spring. These hydraulic structures, in use between the second half of the IVth and the IIIrd centuries B.C., were constructed immediately after a wide reclamation work and leveling of the ravine where the spring emerges. This intervention aimed to create a terrace connected with a presumably wider complex stretching westward through a gravel-paved ramp. Comparisons with other archaeological sites in the Lucanian area, such as the sanctuaries in Santo Stefano (Buccino) and in Torre di Satriano, seem to suggest a possible sacred function, an interpretation apparently supported by the few diagnostic materials recovered during the excavation.

Le indagini condotte in località Temponi, all’estremità meridionale del territorio comunale di Buccino (SA), nell’ambito delle attività di archeologia preventiva propedeutiche alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, hanno evidenziato un complesso sistema di vasche, fosse e canali destinati a convogliare e gestire le acque di una sorgente naturale. Tali opere idrauliche, in uso tra la seconda metà del IV e il III sec. a.C., furono realizzate subito dopo un’ampia opera di bonifica e livellamento del burrone da cui sgorga la sorgente. Tale intervento mirava a creare un terrazzamento collegato a un complesso presumibilmente più ampio, proteso verso ovest attraverso una rampa lastricata di ghiaia. I confronti con altri siti archeologici dell’area lucana, quali i santuari di Santo Stefano (Buccino) e di Torre di Satriano, sembrano suggerire una possibile funzione sacra, interpretazione apparentemente suffragata dai pochi materiali diagnostici recuperati durante lo scavo.

 

 

VII. Rosarno (RC), C.da Calderazzo-Greci. Osservazioni preliminari sul rinvenimento di tre ripostigli monetali.

 

The paper presents, on a preliminary basis, the data pertinent to the recent discovery of a large monetary hoard in Contrada Calderazzo-Greci of Rosarno (RC), on the occasion of the excavation campaign con­ducted in November 2023 by the Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e Vibo Valentia, within the Archaeological Park of ancient Medma. The exceptional nature of the discovery − the first monetary hoard coming from a stratigraphic excavation from the area of ancient Medma − is such as to justify a first description of the deposition which brings numerous innovations to the framework known up to now of numismatic discoveries and monetary circulation from territory.

 

Il contributo presenta, in via preliminare, i dati pertinenti alla recente scoperta di un cospicuo deposito monetale presso la contrada Calderazzo-Greci di Rosarno (RC), in occasione della campagna di scavo condotta nel novembre del 2023 dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e Vibo Valentia, all’interno del Parco Archeologico dell’antica Medma. L’eccezionalità del rinvenimento ‒ il primo tesoretto monetale proveniente da uno scavo stratigrafico dall’area dell’antica Medma ‒ è tale da giustificare una prima descrizione della deposizione che apporta numerose novità al quadro fino ad oggi noto dei rinvenimenti numismatici e della circolazione monetale dal territorio.

 

 

VIII. Locri Epizephyrii (RC). Archaeological and geophysical investigations in the Locrian hinterland in 2022-2024.

 

Systematic reconnaissances and geophysical investigations conducted by a team from the University of Kentucky / The Foundation for Calabrian Archaeology in 2022-2024 have yielded new data about the territorial defense system of Locri Epizephyrii and about two small sites located along overland routes between the eastern and western coasts of Italy. Località Carditto on Monte della Torre, at the northern end of the Dorsale Tabulare, was occupied in the late Archaic period possibly to keep the Piani della Limina – a strategically important area – under surveillance. The site at località Dedaruti near Monte S. Mauro does not appear to have been a Greek farmstead as previously hypothesized; it was used in antiquity possibly as a way station on the most direct route to the Dorsale from the Jonian coast.  Preliminary data about a group of 11 rectangular bricks cut diagonally on one of their short sides, that were found in the environs of Cittanova and probably come from a tomb, also are provided. Five of these bricks have circular stamps of the Tauriani, a people of Oscan origin known from the excavations conducted at contrada Mella (Oppido Mamertina) and Tauriana; of them bears an inscription in Greek letters that may be datable to the first half of the 1st century BCE. An Appendix presents the results of the analyses of recent finds of iron ore in the Locrian hinterland.

 

Ricognizioni e prospezioni geofisiche condotte nel 2022-2024 da un gruppo di ricerca dell’Università del Ken­tucky/The Foundation for Calabrian Archaeology hanno fornito nuovi dati sul sistema di difesa territoriale di Locri Epizefiri e su due siti ubicati lungo percorsi di collegamento tra Jonio e Tirreno che hanno restituito materiali di età greca. Il sito in località Carditto sul Monte della Torre, all’estremità settentrionale della Dorsale Tabulare, venne occupato in età tardoarcaica presso il Piano della Limina, un crocevia di importanza stra­tegica per l’accesso alla Locride. Il sito in località Dedaruti alle pendici di Monte S. Mauro, sul percorso più di­retto dalla costa jonica alla Dorsale Tabulare, venne frequentato forse fino all’età bizantina. Viene segnalato anche il rinvenimento nel circondario di Cittanova di un gruppo di 11 mattoni tagliati diagonalmente su uno dei lati corti, provenienti verosimilmente da una struttura tombale. Cinque mattoni recano bolli circolari dei Tauriani, una popolazione italica nota dagli scavi di contrada Mella (Oppido Mamertina) e Taureana; uno di essi presenta un’iscrizione incisa in greco, databile alla prima metà del I sec. a.C. I risultati delle analisi di recenti ritrovamenti di minerale di ferro nell’hinterland locrese sono esaminati in un’Appendice.

INDICE

(TOSCANA)


Arezzo. Fortezza Medicea. Un edificio con mosaici riutilizzato come Mitreo. (A. Salvi, S. Vilucchi, H. Salvadori, I. Benetti, S. Faralli


Populonia (LI). Trasformazioni urbanistiche, vita quotidiana e fine della città (II-metà I sec. a.C.). Ricerche archeologiche nell’area dell’acropoli, 2023-24. (S. Camporeale, N. Mugnai, M. Fronteddu, M.T. Sgromo

(LAZIO)

III.    –
Roma. Porticus Minucia: ri-scoperte e nuove considerazioni. (M. Baumgartner, A. Guaglianone, L. Alessandri, P. Cerino, A. De Angelis


Palestrina (Roma). Scavi in via della Martuccia. Nuovi dati sulla topografia sacra di Praeneste. (G. Serio, A. Fiasco).

(CAMPANIA)


Pompei, loc. Civita Giuliana. La Villa Imperiali (G. Zuchtriegel, A. Spinosa, A. Russo, R. Cava, P. Sabbatucci, L. Alesse).


Buccino (SA), loc. Temponi. Un sistema di gestione delle acque sorgive di età lucana dagli scavi dell’alta velocità. Dati e ipotesi interpretative. (L. Mancini, R. De Gennaro, M. D’Andrea)

(CALABRIA)

VII.   –
Rosarno (RC), C.da Calderazzo-Greci. Osservazioni preliminari sul rinvenimento di tre ripostigli monetali (M.S. Scaravilli, G. Gargano, R. Brancato).

VIII.  –
Locri Epizephyrii (RC). Archaeological and geophysical investigations in the Locrian hinterland in 2022-2024. (P. Visonà, S. Valli, J.R. Jansson, G.M. Crothers, M.T. Crothers, R.T. Nishiyama, P. Poccetti, J. Backus)..

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